Il dolore al fondo della bocca, quel fastidio che torna ogni volta che si mastica, spesso ha un solo colpevole: il terzo molare. Uno studio pubblicato su JNMA nel 2023 ha rilevato inclusione del terzo molare mandibolare nel 37,13% di un campione di 1.115 pazienti (JNMA/PMC, 2023). Non è un’eccezione, è quasi la norma. E quando il dente del giudizio comincia a dare problemi, rimandare la visita raramente è la scelta giusta.
In questo articolo vediamo perché questi denti causano così tanti fastidi, quando l’estrazione diventa davvero necessaria e come si svolge l’intervento presso lo Studio Medico Odontoiatrico Cozzupoli a Reggio Calabria, sotto la guida del Dr. Emilio Cozzupoli.
Punti Chiave
- Il 37,13% dei pazienti presenta inclusione del terzo molare mandibolare (JNMA, 2023)
- Entro i 25 anni circa metà delle persone ha già estratto un dente del giudizio (Frontiers in Dental Medicine, 2022)
- Pericoronite ricorrente e carie sono le due cause principali di estrazione
- Il recupero dei tessuti molli richiede in genere 3-7 giorni
- Allo Studio Cozzupoli l’intervento è pianificato con TAC Cone Beam 3D e sedazione cosciente su richiesta
Perché i Denti del Giudizio Causano Problemi?
I denti del giudizio spuntano tardi, di solito tra i 17 e i 25 anni, quando l’arcata è già formata e lo spazio disponibile è spesso insufficiente. Il risultato è che entro i 25 anni circa il 50% dei pazienti ha già subito almeno un’estrazione del terzo molare, percentuale che sale al 70% entro i 60 anni, secondo un’analisi condotta su 26,5 milioni di pazienti (Frontiers in Dental Medicine, 2022).
Perché succede? La mandibola umana si è ridotta nel corso dell’evoluzione, ma il numero di denti è rimasto lo stesso. I terzi molari finiscono per restare intrappolati sotto la gengiva o nell’osso, spingendo contro i denti vicini o emergendo solo in parte. Quest’ultima condizione, chiamata inclusione parziale, è particolarmente insidiosa: crea una tasca dove si accumulano residui di cibo e batteri.
C’è anche un fattore legato al sesso: le donne mostrano un rischio di estrazione superiore dell’8% rispetto agli uomini (Frontiers in Dental Medicine, 2022). Perché questa differenza? Non c’è una risposta univoca in letteratura, ma si ipotizza un ruolo delle dimensioni ossee mandibolari, mediamente più contenute.
Entro i 25 anni circa il 50% delle persone ha già subito l’estrazione di un dente del giudizio, una quota che sale al 70% entro i 60 anni, secondo un’analisi su 26,5 milioni di pazienti condotta da Frontiers in Dental Medicine nel 2022.
Quando è Necessario Estrarli?
Non tutti i denti del giudizio vanno tolti, ma quando causano infiammazione ricorrente l’estrazione diventa la scelta più sicura. Nello studio JNMA, la pericoronite ricorrente ha rappresentato il 38,6% delle cause di estrazione, seguita dalla carie associata con il 35% dei casi (JNMA, 2023).
La pericoronite è l’infiammazione della gengiva che ricopre parzialmente il dente incluso. Si manifesta con dolore, gonfiore, a volte difficoltà ad aprire la bocca. È un classico motivo di visita urgente: chi arriva in studio con questo quadro spesso ha già provato antidolorifici da banco senza risultati duraturi.
Ci sono poi situazioni meno dolorose ma altrettanto serie. I denti inclusi non trattati possono favorire la formazione di cisti dentigere, riassorbire la radice del dente adiacente o alterare l’allineamento dell’arcata (SICMF). Per questo l’AAOMS raccomanda una valutazione radiografica entro i 25 anni, anche in assenza di sintomi: prevenire costa meno, in tutti i sensi, che intervenire su una complicanza già avviata.
Nello studio JNMA emerge anche un dato demografico interessante: il 59,7% dei pazienti con inclusione erano donne, con la massima prevalenza tra i 20 e i 30 anni (36,46% dei casi), e un’inclusione bilaterale nell’83,09% delle situazioni osservate (JNMA, 2023). Se un lato dà problemi, insomma, è statisticamente probabile che anche l’altro li darà presto.
Come si Svolge l’Intervento allo Studio Cozzupoli
Ogni estrazione inizia con un’immagine tridimensionale precisa: la TAC Cone Beam 3D permette di localizzare esattamente la posizione del dente rispetto al nervo alveolare inferiore, riducendo il margine di imprevisto durante l’intervento. È lo standard che seguiamo per ogni caso di terzo molare incluso.
Nella mia esperienza clinica, la pianificazione con imaging 3D fa la differenza soprattutto nei casi di inclusione profonda o vicina al nervo. Poter vedere in anticipo l’angolazione della radice mi permette di scegliere la tecnica di estrazione più conservativa, riducendo i tempi in poltrona e il disagio post-operatorio per il paziente.
L’intervento si svolge generalmente in anestesia locale. Per i pazienti particolarmente ansiosi, o per estrazioni multiple nella stessa seduta, offriamo la sedazione cosciente, che permette di restare rilassati e collaborativi senza perdere conoscenza.
Una volta ottenuto l’accesso al dente, si procede con l’estrazione vera e propria: se il dente è incluso, può essere necessario sezionarlo in più parti per rimuoverlo senza traumatizzare l’osso circostante. Al termine si applicano punti di sutura riassorbibili, che non richiedono una seconda visita per la rimozione nella maggior parte dei casi.
Il Dr. Emilio Cozzupoli, specializzato in chirurgia orale, segue personalmente ogni fase dell’intervento, dalla diagnosi radiografica al controllo post-operatorio. Quanto dura tutto questo? Un’estrazione semplice richiede in genere 20-30 minuti; un’inclusione complessa può richiedere fino a un’ora.
L’estrazione dei denti del giudizio inclusi richiede generalmente una pianificazione con imaging tridimensionale (TAC Cone Beam) per localizzare il nervo alveolare inferiore, riducendo il rischio di complicanze durante l’intervento chirurgico, come raccomandato dalle linee guida di chirurgia orale.
Recupero Post-Operatorio: Cosa Aspettarsi
Il recupero dopo l’estrazione di un dente del giudizio segue tappe piuttosto prevedibili: i tessuti molli guariscono in circa 3-7 giorni, mentre la guarigione ossea completa richiede dalle 4 alle 6 settimane, secondo il consenso clinico odontoiatrico italiano.
Primo giorno. Gonfiore e leggero sanguinamento sono normali. Si applica ghiaccio a intervalli, si evita di sciacquare energicamente la bocca e si segue una dieta liquida o semiliquida.
Secondo-terzo giorno. Il gonfiore raggiunge il picco, poi inizia a diminuire. È il momento in cui l’antidolorifico prescritto risulta più utile. Si può passare a cibi morbidi.
Quarto-settimo giorno. Il fastidio si riduce progressivamente. La chiusura del sito chirurgico avviene in genere entro 3-4 settimane, ma già in questa fase la maggior parte dei pazienti torna alla routine quotidiana senza limitazioni evidenti.
Ci sono accorgimenti che aiutano davvero? Sì: evitare di fumare, non usare cannucce nei primi giorni e mantenere un’igiene orale delicata attorno alla zona operata. Piccole regole, ma fanno la differenza tra un recupero lineare e uno complicato.
Rischi e Complicanze: Cosa Sapere
Come ogni intervento chirurgico, anche l’estrazione del terzo molare comporta rischi, sebbene generalmente contenuti e ben gestibili. La complicanza più discussa è l’alveolite secca, con un’incidenza del 2-5% sulle estrazioni dentali in generale, che sale al 20-30% nelle estrazioni del terzo molare inferiore, secondo fonti cliniche italiane.
L’alveolite si presenta come un dolore intenso che compare 2-4 giorni dopo l’intervento, quando il coagulo si perde prematuramente dall’alveolo. Non è pericolosa, ma è fastidiosa: per fortuna si tratta con facilità in studio.
Altri rischi, più rari, includono parestesia temporanea (formicolio o intorpidimento del labbro), infezione locale o sanguinamento prolungato. Ecco perché la valutazione pre-operatoria con imaging 3D è così importante: permette di anticipare la vicinanza a strutture nervose sensibili e adattare la tecnica chirurgica di conseguenza.
Domande Frequenti
A che età è meglio estrarre i denti del giudizio?
La finestra ideale è tra i 17 e i 25 anni, quando l’osso è più elastico e la radice non è completamente formata. L’AAOMS raccomanda comunque una valutazione radiografica entro i 25 anni, anche senza sintomi.
L’estrazione del dente del giudizio fa davvero male?
Durante l’intervento no, perché si opera in anestesia locale o sedazione cosciente. Nei giorni successivi è normale un fastidio gestibile con antidolorifici, che si riduce progressivamente entro una settimana.
Quanto tempo devo stare a riposo dopo l’intervento?
In genere bastano 1-2 giorni di riposo relativo. La maggior parte dei pazienti torna al lavoro o a scuola entro 2-3 giorni, evitando sforzi fisici intensi per circa una settimana.
Devo estrarre tutti e quattro i denti del giudizio insieme?
Non necessariamente. Dipende dalla posizione, dai sintomi e dalla valutazione radiografica. In alcuni casi si opera un lato alla volta, in altri si procede con tutte le estrazioni nella stessa seduta con sedazione cosciente.
Cosa succede se non estraggo un dente del giudizio incluso e asintomatico?
Un dente incluso senza sintomi può restare stabile per anni, ma comporta comunque un rischio nel tempo di cisti dentigera, pericoronite improvvisa o danno al dente adiacente. Per questo è importante il monitoraggio periodico.
Conclusione
I denti del giudizio non sono un problema da sottovalutare, ma nemmeno da temere. Con una diagnosi accurata, tramite TAC Cone Beam 3D, e un piano chirurgico su misura, l’estrazione è oggi una procedura sicura e prevedibile, con tempi di recupero ben definiti.
Se avverti dolore, gonfiore o hai ricevuto l’indicazione all’estrazione da un altro professionista, non aspettare che la situazione peggiori. Il Dr. Emilio Cozzupoli e il suo team visitano e pianificano l’intervento con l’attenzione che ogni caso richiede, anche nelle situazioni più urgenti.
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