Paura del dentista: come superarla e tornare a curare il sorriso con serenità

Superare la Paura del dentista presso lo studio dentistico Cozzupoli a Reggio Calabria

La paura del dentista è più diffusa di quanto si pensi e spesso porta a rimandare visite e cure. Capire da dove nasce è il primo passo per affrontarla e vivere il trattamento con più serenità

Autore: Dott. Bruno Cozzupoli, Odontoiatra — Pubblicato il 2 Aprile 2026

La paura del dentista è molto più comune di quanto si pensi. Uno studio di prevalenza globale su oltre 72.000 persone stima che il 15,3% degli adulti soffra di dental fear, con il 3,3% che rientra in una forma severa di fobia vera e propria (Silveira et al., Journal of Dentistry, 2021). In Italia il dato è ancora più alto: il 64% degli italiani dichiara di avere paura di andare dal dentista (indagine Curasept/EDRA, 2024).

Ci sono pazienti che arrivano in studio dopo anni di assenza, non per mancanza di tempo, ma perché associano la visita odontoiatrica a tensione, fastidio o brutti ricordi. A volte questa sensazione viene chiamata paura, altre volte ansia. In molti casi, però, il risultato è sempre lo stesso: si rimanda.

In breve
Il 64% degli italiani ha paura del dentista, ma solo la metà di questi vive una vera fobia (Curasept/EDRA, 2024). A livello globale, il 15,3% degli adulti soffre di dental fear clinicamente rilevante (Journal of Dentistry, 2021). Con un approccio graduale e la sedazione cosciente, è possibile tornare a curare il sorriso senza disagio, anche dopo anni di rinvii.

Il punto è che il dentista non fa paura solo per la cura in sé. Il 53,4% degli italiani intervistati teme soprattutto il dolore, mentre quasi la metà (48,7%) considera la visita odontoiatrica più ansiogena di una risonanza magnetica o di un prelievo del sangue (Odontoiatria33, 2024). Sono percezioni che si costruiscono nel tempo e che, se non affrontate nel modo giusto, portano a evitare anche controlli molto semplici.

Perché nasce la paura del dentista

Dietro questo disagio non c’è quasi mai una sola causa. Molto spesso entrano in gioco esperienze negative vissute in passato, magari quando spiegazioni e attenzione al paziente erano minori rispetto a oggi. In altri casi conta quello che si è ascoltato per anni da parenti o amici: racconti ripetuti nel tempo che finiscono per creare aspettative negative ancora prima di sedersi sulla poltrona.

Per alcuni pazienti, poi, il problema non riguarda soltanto il dentista. La paura può essere legata agli aghi, ai contesti medici o al bisogno di avere tutto sotto controllo. E quando questo accade, anche una semplice visita può diventare più pesante del dovuto.

Il fenomeno riguarda anche i più piccoli: una meta-analisi internazionale su bambini tra i 2 e i 6 anni stima una prevalenza di ansia dentale del 30% in questa fascia d’età (Journal of Dentistry, 2024). Il rischio è entrare in un circolo vizioso: si rimanda per evitare il disagio, ma nel frattempo il problema cresce. Quando finalmente si decide di intervenire, la cura può diventare più complessa e questo rafforza ancora di più la paura iniziale. Come si rompe questo schema? Quasi sempre partendo da un primo passo piccolo: una visita conoscitiva, senza l’obbligo di procedere subito con alcun trattamento.

Cosa fa davvero la differenza

Superare la paura del dentista non dipende da un unico intervento, ma dalla somma di più fattori che insieme cambiano l’esperienza del paziente. Il primo è il tempo dedicato all’ascolto: capire cosa preoccupa realmente la persona prima ancora di parlare di trattamento. Solo il 28% degli italiani effettua controlli annuali di routine, mentre il 40% si rivolge al dentista solo quando insorge un problema (Odontoiatria33, 2024): un dato che conferma quanto la paura, più che la disattenzione, spinga a rimandare.

Il secondo fattore è la trasparenza. Spiegare ogni fase della cura, prima che venga eseguita, riduce la sensazione di perdita di controllo che alimenta l’ansia. Il terzo è la gradualità: non è necessario affrontare tutto in un’unica seduta. Presso lo Studio Medico Odontoiatrico Cozzupoli, per ogni specialità sono indicati i medici di riferimento: il dott. Emilio Cozzupoli per chirurgia orale, implantologia e protesi, il dott. Bruno Cozzupoli per endodonzia, protesi e conservativa, la dott.ssa Alessandra Dessanti per ortognatodonzia e la dott.ssa Giulia Cozzupoli per ortognatodonzia e odontoiatria pediatrica.

L’aiuto concreto per chi ha ansia o tensione

Quando il disagio è forte, oltre alla relazione con il paziente servono anche strumenti pratici. Tra questi c’è la sedazione cosciente, una tecnica basata sulla somministrazione controllata di ossigeno e protossido di azoto per via inalatoria, utile per ridurre paura, tensione e stress durante le cure. La letteratura scientifica ne conferma efficacia e sicurezza in ambito ambulatoriale, anche in odontoiatria pediatrica: in uno studio clinico pubblicato sul British Dental Journal, l’88% dei bambini trattati con sedazione cosciente ha evitato il ricorso all’anestesia generale, permettendo di conservare i denti invece di doverli estrarre (British Dental Journal, 2018).

A differenza della sedazione profonda o dell’anestesia generale, il paziente resta sempre sveglio e collaborativo: risponde alle domande, respira autonomamente e torna lucido pochi minuti dopo la fine della seduta. È proprio questa reversibilità rapida a renderla adatta anche a chi deve tornare al lavoro o accompagnare i figli subito dopo la visita.

Questo significa che oggi, anche per chi ha rimandato per anni, esiste la possibilità di affrontare una visita in modo diverso. Non con forzature, ma con tempi più adatti, spiegazioni chiare e un’attenzione reale alla persona. Perché aspettare ancora, quando il primo passo può essere semplicemente una chiacchierata senza impegno?

Tornare dal dentista è possibile

Non esistono pazienti difficili. Esistono pazienti che hanno vissuto esperienze negative o che non si sono sentiti compresi. La paura del dentista non è un difetto personale: è una risposta che colpisce, secondo le stime più recenti, quasi tre adulti su quattro negli Stati Uniti con un qualche livello di intensità (JADA, 2025) — un fenomeno diffuso, che si può affrontare e, nel tempo, superare.

Per chi vive a Reggio Calabria e vuole tornare a prendersi cura del proprio sorriso con maggiore tranquillità, il primo passo può essere semplicemente un confronto iniziale con lo studio, senza impegno a proseguire con alcuna cura.

Domande Frequenti

Quante persone hanno davvero paura del dentista?

Più di quanto si pensi: il 64% degli italiani dichiara di provare paura verso le cure odontoiatriche, e a livello globale il 15,3% degli adulti presenta una forma di dental fear clinicamente significativa (Curasept/EDRA 2024; Journal of Dentistry 2021).

La sedazione cosciente è sicura?

Sì. È una tecnica ampiamente utilizzata in odontoiatria, basata su ossigeno e protossido di azoto somministrati per via inalatoria. Il paziente resta sempre cosciente e collaborativo, e gli effetti si esauriscono in pochi minuti dopo la fine della seduta.

La sedazione cosciente è adatta anche ai bambini?

Sì, ed è supportata da studi clinici: in una ricerca pubblicata sul British Dental Journal, l’88% dei bambini trattati con sedazione cosciente ha evitato l’anestesia generale. Riduce lo stress sia per il piccolo paziente che per i genitori.

Cosa succede durante la prima visita se ho paura del dentista?

La prima visita è un momento di ascolto e valutazione, non necessariamente di trattamento immediato. Serve a capire le cause specifiche del disagio e a costruire insieme un percorso di cura graduale e su misura.

Dopo quanti anni di assenza si può tornare dal dentista senza sentirsi giudicati?

In qualsiasi momento. Solo il 28% degli italiani effettua controlli regolari (Odontoiatria33, 2024): lo studio è abituato ad accogliere pazienti che non si visitano da anni, con lo stesso approccio graduale e senza forzature.

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Se hai rimandato per anni una visita dal dentista per paura o ansia, il primo passo può essere una semplice chiacchierata, senza impegno a proseguire con alcuna cura.

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